Per una volta lasciamo la città di Brescia e diamo uno sguardo a Milano. Per gli ardimentosi lettori che non temono di camminare nella foresta del diritto proponiamo una breve nota con alcune precisazioni sul problema verificatosi in Lombardia per la lista di Roberto Formigoni. E’ una lettura giuridica della vicenda lontana dai toni da guerra santa letti e sentiti in questi giorni.
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Tutti ormai sanno che il TAR di Milano ha riammesso la lista di Formigoni alle regionali di fine marzo, stabilendo che l’ufficio elettorale della Corte d’appello, che aveva già espresso la sua decisione di ammissione della lista, non poteva più escluderla su ricorso di altri candidati.
Formigoni e PdL rivendicano la correttezza delle firme raccolte e contano di vederselo riconosciuto da una sentenza “breve” del TAR (quella di sabato è infatti solo un’ordinanza cautelare, che attende di essere confermata dalla sentenza che concluderà il giudizio di primo grado). E soprattutto affermano che il decreto legge del 5 marzo non li avrebbe aiutati.
La verità è però un’altra, perché il decreto contiene un passaggio apparentemente insignificante (“avverso la decisione - di esclusione di una lista - dell’ufficio centrale è ammesso immediatamente il ricorso al giudice amministrativo”) ma in realtà prezioso.
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di Laura Boscaini -
La riqualificazione della via Milano è diventata l’argomento chiave dei tanti dibattiti televisivi e radiofonici, nonché dei molti articoli di quotidiani e blog locali. La “VIA”per eccelenza di accesso alla città, ma soprattutto il simbolo del difficile riscatto da un degrado ormai insostenibile. La gara delle promesse politiche e dei grandi progetti tecnici è cominciata. Ma perchè non provare a riconoscerne l’ importanza storica? Ogni bresciano influente dovrebbe ricordare che la via Milano, conducendo direttamente al cuore della città, lungo i suoi 2 Km ha visto nascere e crescere, dall’ ultima guerra in poi, le prime officine e botteghe artigiane, alcuni grandi poli industriali e fiorenti esercizi commerciali. Il suo aspetto conferma come ogni infrastruttura sia nata in funzione di queste realtà. Interi quartieri si sono sviluppati attorno ad una efficiente comunità lavorativa, accogliendo da allora prevalentemente realtà povere, ma comunque composte, a volte raccolte secondo volontà attorno ad un Acli, piuttosto che ad una sede di partito o perchè no ad un semplice denominatore di comune provenienza (I Gnari de Campo Féra o le Case Arabe).
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Il tema del nuovo stadio è stato al centro del dibattito nell’ultimo consiglio comunale. A molti cittadini interessano però anche e soprattutto le decisioni politiche sullo sport diffuso, quello della pratica quotidiana dei bambini, dei ragazzi, delle famiglie. Abbiamo chiesto a Valter Braghini, già assessore allo sport ed apprezzatissimo educatore sportivo di lungo corso, un suo intervento sul tema che volentieri pubblichiamo.
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di Valter Braghini
Cosa dovrebbe fare una Amministrazione Comunale per lo sport? Distinguiamo prima lo sport professionistico dal resto e cioè da quello promozionale, giovanile, amatoriale dilettantistico, di mantenimento. Lo sport professionistico, che vive di regole proprie, legate allo spettacolo più che a norme, dovrebbe vivere con risorse proprie, rigenerarsi con dirigenze capaci, trovare i finanziamenti nell’imprenditoria “illuminata”. L’Amministrazione Comunale deve preoccuparsi “dell’altro sport” e investire sull’impiantistica necessaria: ammodernando l’esistente e colmando le carenze esistenti.
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di Agostino Pasquali Coluzzi -
È recentissima la notizia che l’assessore Nicola Orto ed il consigliere comunale della maggioranza Giorgio Agnellini saranno candidati alle prossime elezioni regionali, nelle liste dell’UDC che, come si sa, correrà in modo indipendente con candidato Presidente (o Governatore) l’ex sindacalista Savino Pezzotta. Si realizzerà anche a Brescia, pertanto, quella che nel gergo politico viene chiamata, con un lessico che rimanda a immagini familiari care alla compagine di Casini, la politica dei due forni (meglio sarebbe stato “focolari”): alleati nell’amministrazione del pianerottolo (il Comune), rivali e concorrenti con possibilità di accordi in quella del corpo scala (la Regione), all’opposizione in quella del condominio (il Governo centrale).
Non spetta certo a noi, lontani anni luce sia dai giochi di potere che fanno da sottofondo alle vicende elettorali regionali sia dalla dialettica contorta che ne offusca i contorni, giudicare, approvare o censurare le scelte dei partiti e delle correnti dei partiti che si giocano fette importanti di potere regionale. È, tuttavia, nostro dovere cercare di capire come la tattica e le ambizioni elettorali possano influire positivamente o negativamente sulla vita amministrativa della città. Recente è stato il tentativo (il cui successo sembra solo rimandato) da parte della “Becca” (come affettuosamente e maliziosamente Laura Castelletti chiama la Beccalossi sul suo blog) di arruolare la medesima ex presidente del Consiglio Comunale nelle file delle liste regionali PDL, nell’evidente tentativo di contrastare il tanto temuto sorpasso leghista.
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Lo scorso 18 febbraio è stato organizzato dall’UDC, un incontro alla sala Piamarta sul tema “BRESCIA DOMANI – LA CITTA’ CHE VOGLIAMO”, cui sono stati invitati gli assessori Orto e Vilardi, i professori Busi e Maternini dell’Università di Brescia, l’Ing. De Beaumont consulente di Brescia Mobilità e l’arch. Ribolla del Comune.
Officina della Città era presente e vi racconta cosa è stato detto. Tema della serata, introdotta dal segretario UDC di Brescia Marco Zaninelli, urbanistica e mobilità come importanti strumenti per la progettazione della città che verrà. La tavola rotonda è stata aperta dall’arch. Ribolla che ha fatto una ‘fotografia urbanistica’ della città evidenziando anche una serie di dati interessanti tra i quali quelli demografici e quelli sulla tipologia lavorativa in città. Su entrambi i versanti negli ultimi anni si sono verificati cambiamenti significativi: in ambito demografico a fronte dell’arrivo di circa 5.000 nuove famiglie, vi è stato l’allontanamento dalla città di 10.000 famiglie, con un bilancio negativo significativo; rispetto alla situazione lavorativa, la città si è sempre più orientata verso il terziario a scapito della produzione, mentre la provincia ha mantenuto un tessuto produttivo e terziario costante, con il risultato che la città ha perso in termini di immagine e di leadership perché non rispecchia in maniera isomorfa la situazione provinciale.
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di Giovanni Salvi -
ll pedone è il soggetto debole, il pedone è il soggetto che deve essere maggiormente tutelato.
Un passo indietro: le statistiche pubblicate nei mesi scorsi dall’amministrazione provinciale sono rassicuranti; gli incidenti stradali sono in calo, anche quelli mortali. In provincia di Brescia nel 2009 si verificava un incidente mortale ogni tre giorni circa (meno che nel 2008) e dall’inizio di quest’anno se ne son verificati ancora meno. A gennaio assai pochi ma a febbraio il trend negativo si è risvegliato ed ha ripreso a salire in modo preoccupante.
Al bar del Nano abbiamo deciso di appendere una cartina di Brescia e di segnare con una puntina colorata il luogo di ogni incidente mortale.
E’ parso macabro, ma abbiamo pensato (il Nano ed io) che sia un modo per ricordare alla gente che la strada è una di quelle “forze delle natura” che pretendono le loro vittime, come la montagna, il mare, il deserto e tutti quegli altri posti dove l’uomo si avventura in cerca di qualcosa o perché costretto. Una regola che insegnano in montagna è questa: “fai un’attività che comporta rischi? Allora elimina radicalmente quelli che puoi evitare, perché sono già sufficienti quelli che non puoi evitare se fai questa attività”.
Siamo costretti ad avventurarci sulle strade, ma non siamo obbligati ad accettarne i rischi con eccessivo fatalismo…
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Internet wifi gratis in luoghi pubblici a Brescia si farà. Una mozione con un testo condiviso dalla maggioranza e dall’opposizione è stata votata stasera (12 febbraio 2010) in Consiglio Comunale.
All’inizio Laura Castelletti, dopo avere ottenuto dai capigruppo un’anticipazione della discussione, aveva illustrato la mozione presentata alla stampa un paio di settimane fa, parlando con convinzione “in nome e per conto” degli oltre 7000 utenti della rete che su facebook hanno appoggiato la pagina “Internet senza fili e gratis a Brescia”.
L’assessore Bianchini pur appoggiando l’idea, pur ribadendo di avere avviato uno studio per un progetto comunale, e pur ammettendo di essere persino tra gli oltre settemila sottoscrittori della pagina su FB, aveva però raffreddato gli animi con una risposta con cui aveva sollevato una serie di critiche, in verità superabili, e soprattutto aveva frapposto all’attuazione della proposta l’ostacolo economico. Una spesa di alcune decine migliaia di euro non sarebbe a suo dire giustificata in questo momento di scarsità di risorse.
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Alla luce di quanto sta avvenendo (o non avvenendo) sembra proprio che costruire un parcheggio interrato in zona Piazzale Arnaldo sia veramente difficilissimo. Si ricorda ancora il progetto della precedente amministrazione, che aveva scelto lo “slargo Bertolotti” ed il tratto iniziale di Viale Venezia per progettare un grande parcheggio pubblico interrato. A tal scopo erano state investite notevoli risorse per le indagini geologiche preliminari, per il progetto definitivo ed esecutivo, per imbastire le procedure di gara. Il tutto si era fermato per l’opposizione di molti abitanti e commercianti della zona, che avevano evidenziato le criticità di un progetto forzato ed incompatibile con la viabilità della piazza e del relativo incrocio, di per sé già critica.
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La proposta di parlabrescia.it del 17 gennaio scorso (vedi qui) sta riscuotendo sempre maggiore attenzione e crescono di ora in ora i sostenitori. La pagina che abbiamo aperto su Facebook: Internet senza fili e gratis a Brescia (vedi qui) ha raggiunto e superato i 6000 sostenitori intorno alle 15 di oggi (venerdì 5 febbraio).
Ricordiamo ai nostri lettori che Laura Castelletti sin dalla prima ora ha sostenuto e raccolto la nostra iniziativa e ha presentato una mozione al Consiglio Comunale che verrà discussa e votata nel prossimo Consiglio del 12 febbraio.
Ringraziamo tutti i sostenitori e aspettiamo le decisioni.
E’ la democrazia diretta, bellezze, la nostra religione.
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